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Il carburante di domani saranno i rifiuti?

etanolo dai rifiuti Interessante questione sollevata da Apogeonline che in un breve articolo parla delle ricerche di General Motors in collaborazione con Coskata, società nata nel 2006 vicino a Chicago, per lo sviluppo i una tecnologia che permetterà di produrre etanolo dalla lavorazione di ogni tipo di risorsa rinnovabile, vecchi pneumatici e rifiuti vegetali compresi.

General Motors sta lavorando ad una tecnologia che consentirà di convertire ogni risorsa rinnovabile in bioetanolo…

General motor conta di poter poi produrre autovetture ad alimentazione ibrida usando i motori Flex di nuova generazione. Davvero interessante il guadagno energetico:

Secondo l’Argonne National Laboratory il processo di lavorazione specifico è in grado di generare più di 7,7 volte l’energia utilizzata e di ridurre dell’84% la quantità di emissioni di anidride carbonica rispetto alla catena produttiva del petrolio. Il tutto con costi nettamente inferiori rispetto alle altre produzioni di bioetanolo

Sarà questa la via? Non ci saranno controindicazioni alla produzione di etanolo dai rifiuti organici? Pare proprio di no… speriamo solo che si affrettino le ricerche e che non si inframmezzino paletti e ostacoli.

Buttandola un po’ sul ridere, chi parlava dell’Oro di Napoli, molti anni fa, in fondo aveva ragione!

batterie-ricaricabili Arriva dalla Stanford University una importante notizia – peraltro ripresa oggi da La Stampa ma pubblicata sullo Stanford News Service già il 18 dicembre 2007 – relativa all’utilizzo di nanofibre di silicio per trattenere gli ioni di litio durante il processo di ricarica delle batterie.

L’alta efficienza del litio accompagnata dalla robustezza di queste nanofibre, che riducono di molto la polverizzazione del silicio, consentiranno ai produttori di batterie di realizzare prodotti che permetteranno ai dispositivi elettronici di raggiungere anche 20 ore di utilizzo.

Una tecnologia che utilizza nanofili di silicio per migliorare le prestazioni delle batterie agli ioni di litio. E’ questo il risultato rivoluzionario del lavoro dei ricercatori americani delluniversità di Stanford che, sulla rivista Nature Nanotechnology, che hanno realizzato delle batterie ricaricabili per computer portatili, telefoni cellulari, iPod, dieci volte più potenti di quelle attuali, capaci di durare fino a 20 ore… (La Stampa)

Da cosa dipende questa efficienza? Come spiega Yi Cui, Assistant Professor of Material Science and Engeneering dell’Università di Stanford, le nanofibre riducono sul silicio gli effetti sgretolanti del processo di ricarica. Tale processo fa sì che gli atomi di silicio aumentino di volume durante la carica e si riducano invece nell’utilizzo.

Con questa tecnologia sarà possibile produrre batterie 10 volte più potente delle attuali.

“It’s not a small improvement,” dice Cui “It’s a revolutionary development.”

Per avere più informazioni:

Inceneritori o termovalorizzatori?

termovalorizzatore Sono la stessa cosa anche se, come accade di questi tempi, è molto più chic usare la seconda definizione.

Ma sapete come funzionano? Sapete quali sono i loro pro e i loro contro? Se non ne siete sicuri allora leggete l’approfondimento che Wikipedia dà sull’argomento.

L’incenerimento è un processo di combustione ad alta temperatura che dà come prodotti finali un effluente gassoso e ceneri. Viene principalmente utilizzato per lo smaltimento dei rifiuti all’interno di impianti detti inceneritori.

Negli impianti più moderni, il calore sviluppato durante la combustione dei rifiuti viene recuperato e utilizzato per produrre vapore, poi utilizzato per la produzione di energia elettrica o come vettore di calore (ad esempio per il teleriscaldamento). Questi impianti con tecnologie per il recupero vengono indicati col nome di inceneritori con recupero energetico, o più comunemente termovalorizzatori.

Il termine termovalorizzatore, seppur di uso comune, è talvolta criticato in quanto sarebbe fuorviante. Infatti, secondo le più moderne teorie sulla corretta gestione dei rifiuti gli unici modi per “valorizzare” un rifiuto dovrebbero essere il riuso ed il riciclo, mentre l’incenerimento (anche se con recupero energetico) costituirebbe semplice smaltimento e sarebbe dunque da preferirsi alla sola discarica controllata. Si fa notare che il termine non viene inoltre mai utilizzato nelle normative europea e italiana di riferimento, nelle quali si parla solo di “inceneritori…

Approfondisci leggendo qui: Inceneritore – Wikipedia

Isole artificiali per produrre energia

centrale energetica All’estero sono diversi e numerosi i progetti e le attività per trovare fonti alternative di produzione di energia, ecologiche, rinnovabili e a basso impatto ambientale…

Questo si chiama Energy Island e, attraverso isole artificiali, sfrutta le differenze di temperatura tra la superficie dell’acqua e il liquido a una profondità di mille metri.

Quasi come da noi, dove i settantenni che ci governano hanno un’ottica temporale di qualche mese. Che tristezza!

Il progetto si chiama Energy Island e gli architetti e ingegneri inglesi che lo hanno elaborato sono convinti di aver scoperto il segreto dell’isola del tesoro energetico. Il principio base è lo sfruttamento dell’Otec, l’Ocean thermal energy conversion: si ricava energia dalla differenza di temperatura tra la superficie del mare e l’acqua a una profondità di mille metri. Uno sbalzo che ai Tropici va dai 29 ai 5 gradi…

Ecco l’articolo del Corriere: L’eco-arcipelago che produce energia Corriere della Sera

Per approfondire il concetto dell’Otec (ocean thermal energy conversion).

Calore dal "caro estinto"

energia alternativa dalla cremazione L’originale proposta è di un comune inglese: sfruttare il calore prodotto dalla cremazione dei defunti per riscaldare i locali utilizzati per celebrare i funerali. Senza disperdere nell’ambiente i gas prodotti e ottenere persino elettricità.

Heat created by burning the dead at crematoria could be used to keep mourners warm under plans to make funerals more environmentally-friendly.

Instead of letting the gases emitted by cremation escape into the atmosphere, councils want to use them to heat radiators or even generate electricity

Ecco l’articolo: Crematorium to keep mourners warm by burning bodies of loved ones | the Daily Mail

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