Arriva dalla Stanford University una importante notizia – peraltro ripresa oggi da La Stampa ma pubblicata sullo Stanford News Service già il 18 dicembre 2007 – relativa all’utilizzo di nanofibre di silicio per trattenere gli ioni di litio durante il processo di ricarica delle batterie.
L’alta efficienza del litio accompagnata dalla robustezza di queste nanofibre, che riducono di molto la polverizzazione del silicio, consentiranno ai produttori di batterie di realizzare prodotti che permetteranno ai dispositivi elettronici di raggiungere anche 20 ore di utilizzo.
Una tecnologia che utilizza nanofili di silicio per migliorare le prestazioni delle batterie agli ioni di litio. E’ questo il risultato rivoluzionario del lavoro dei ricercatori americani delluniversità di Stanford che, sulla rivista Nature Nanotechnology, che hanno realizzato delle batterie ricaricabili per computer portatili, telefoni cellulari, iPod, dieci volte più potenti di quelle attuali, capaci di durare fino a 20 ore… (La Stampa)
Da cosa dipende questa efficienza? Come spiega Yi Cui, Assistant Professor of Material Science and Engeneering dell’Università di Stanford, le nanofibre riducono sul silicio gli effetti sgretolanti del processo di ricarica. Tale processo fa sì che gli atomi di silicio aumentino di volume durante la carica e si riducano invece nell’utilizzo.
Con questa tecnologia sarà possibile produrre batterie 10 volte più potente delle attuali.
“It’s not a small improvement,” dice Cui “It’s a revolutionary development.”
Per avere più informazioni:
- High-performance lithium battery anodes using silicon nanowires (a pagamento)
- Nuova frontiera per le batterie: ora al silicio (RealShading)
- Nature Nanotechnology (Letter abstract)