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picco produttività La teoria produttiva più seguita attualmente, figlia della convinzione che i combustili siano di natura fossile, prevede che la produzione segua una curva a campana, con un picco produttivo (picco di Hubbert, autore della teoria) dopo il quale la discesa è inesorabile e porta all’esaurimento della fonte energetica.

Questa teoria ovviamente ha permesso la speculazione e alimenta tuttora la crescita dei prezzi del petrolio.

L’aumento dei prezzi del petrolio è stato continuo e inarrestabile dal 1998 circa. Partendo da meno di 20 dollari al barile a quel tempo, i prezzi hanno raggiunto e sfondato nel Maggio 2004, il tetto dei 40 dollari al barile. Un valore che, in moneta costante, è pari a quello che nel 1973 dette origine alla prima grande crisi del petrolio. Questi aumenti hanno causato molta preoccupazione e in molti casi si è parlato del picco di Hubbert nell’interpretazione dell’attuale situazione.

Secondo Hubbert, la produzione di una risorsa minerale segue una curva a campana. Il picco di questa curva è il punto di massima produzione: al di là del quale la produzione comincia inesorabilmente a diminuire. Si parla molto oggi di Hubbert e della sua teoria, ma in Italia se ne sa ancora poco. Queste note sono un’introduzione all’argomento e alla sua rilevanza nell’attuale situazione della produzione di petrolio e di combustibili fossili in generale…

Qui trovate un articolo approfondito sulla teoria di Huppert: Il picco di Hubbert nella produzione di petrolio e di combustibili fossili.

Qui invece trovate un altro articolo che analizza il punto di vista precedente ma introduce nuovi elementi, come quello della natura abiotica del petrolio: La guerra e il picco del petrolio (F. William Engdahl).

Tale teoria, di nascita russa è datata addirittura nella metà del 1700. Il dibattito, come ovvio, è fortemente politicizzato e la teaoria abiotica oscilla fra la scienza per iniziati e la politica venata di propaganda. Qui trovate un articolo approfondito che cerca di fare un po’ di chiarezza pur non addentrandosi in dettagli scientifici (rapporti fra isotopi, biomarkers, strati sedimentari e compagnia bella).

Greener Gadgets, ecologia ed energia

greener gadget event Segnalo il convegno Greener Gadget del prossimo febbraio in cui si poarlerà di business eco-compatibile (fonte Genitronsviluppo).

Il 1° febbraio New York, sede dell’evento Greener Gadgets, diventerà un grande punto d’incontro fra imprenditori, giornalisti e designer. Un luogo dove si incontrereanno i rappresentanti delle più grandi aziende di elettronica di consumo, oltre alle personalità del settore più in vista del settore della progettazione sostenibile e di un business ecocompatibile…

L’evento affronterà temi molto importanti, tra cui:

  • Ecodesign
  • Programmi di riciclaggio
  • Efficienza energetica
  • Materiai ecocompatibili e biodegradabili
  • Marketing di prodotti
  • Stili di vita
  • Tecnologia e innovazione

Ecco il link: |.::Ecodesign e tecnologia verde: “Greener Gadgets” verso il futuro::.|Efficienza energetica,green tech,greener gadgets competion,elettronica sostenibile,sostenibilità |

In particolare ritengo che la voce “Stili di vita” debba diventare fondamentale nella nostra mentalità perché è l’unica a cui possiamo direttamente cercare di migliorare in ottica eco-ambientale.

Comparazione delle emissioni del Bio-Diesel

biodiesel_pump_with_flowers Quante sono le fonti di energia alternative che vengono prese in considerazione al momento? Parecchie mi viene da dire, ma forse quella più seriamente studiata oggi è il Bio-Diesel, vuoi perché è una fonte di energia rinnovabile, vuoi perché è quella che promette le prestazioni migliori.

Prendendo spunto da un post di PracticalEnvironmentalist.com allora vediamo quali sono le emissioni di questo carburante rispetto a quelle dei conbustibili tradizionali. La fonte è il report dell’EPA (U.S Environmental Protection Agency), stilato nel 2001.

We live in exciting times. There are a lot of alternative fuels and power sources out there for everything from powering the lights in your house to the vehicle you drive down the road. In addition to our traditional gasoline and diesel fuels we now have different levels of ethanol and biodiesel; not to mention hybrids and plug in electrics.

To make things more confusing each alternative has its own benefits and pitfalls, and the information you find on the web is often slanted to promote someone’s agenda. At times it’s like competing religious sects…

Alcuni spunti utili per approfondire l’argomento:

Energia alternativa? Sì quella corporea

800px-Stockholm_central_railway_station_out Ebbene sì, a volte non si inventa proprio nulla e così i laboriosi e geniali svedesi, avvezzi al risparmio energetico e probabilmente più abituati di noi a proteggersi dal gelo, hanno deciso di sfruttare il calore umano per riscaldare la stazione centrale di Stoccolma, con annessi risparmi, calcolati fino a un quinto (il 20%) della spesa attuale.

Di cosa si tratta? In pratica, dal momento che ogni corpo umano produce calore (leggete qui per avere dati scientifici più precisi – fonte Università di Roma), è possibile con una spesa di impianti abbastanza modesta – tra i 21.000 e i 31.000 euro – utilizzare l’aria scaldata dagli utenti che quotidianamente affollano la stazione centrale della città (circa 250.000) per riscaldare l’intero edificio.

He said the body heat would warm up water that in turn would be pumped through pipes over to the new office building, which will also house a small hotel and a few shops and is expected to be completed by the beginning of 2010. “This is old technology, but used in a new way. It’s just pipes, water and pumps, but we haven’t heard of anyone else using this technology in this way before,” he said, adding that Jernhuset expects the system to bring down heating costs in the building by up to 20 percent…

Per edifici di dimensioni più ampie la spesa non cresce esponenzialmente e resta comunque abbordabile (questo è il parere di Karl Sundholm, portavoce della società Jernhuset che amministra l’immobile statale).

Da noi ne ha parlato La Stampa… chissà che non si possa fare qualcosa anche da noi!

Di progetti legati al calore umano ce ne sono diversi: io ho trovato anche questo del Fraunhofer Institute di Erlangen (Germania) in grado di generare energia elettrica proprio dal calore corporeo.

Schwarzenegger contro Bush

ncarbon01 La notizia non è nuovissima ma è stata ripresa dai media italiani soltanto in questi giorni (si sà, le festività appesantiscono le attività cerebrali).

I TG nazionali poi nemmeno l’hanno passata…

In ogni caso, si tratta di una denuncia del Governatore dello Stato della California Arnold Schwarzenegger contro il Presidente degli Stati Uniti George W. Bush per non aver fatto nulla per regolamentare le emissioni di CO2 delle automobili.

Sicuramente ci sarà qualche manovra politica alle spalle di un’azione tanto eclatante, in ogni caso è interessante notare come Terminator si stia interessando alle questioni energetiche e ambientali con sempre maggior vigore.

The Bush administration came under heavy fire yesterday from environmentalists and politicians of both major parties after it refused to allow California and 16 other states to go ahead with new regulations curbing greenhouse gas emissions from vehicle exhaust pipes…

Questo è l’articolo dell’Independent: Schwarzenegger versus Bush in Californian battle of gas-guzzlers – Independent Online Edition

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